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Il 23 luglio è il 204° giorno del Calendario Gregoriano (il 205° negli anni bisestili). Mancano 161 giorni alla fine dell'anno.
Il Sole entra nel segno astrologico del Leone.
I
nati sotto il segno del Leone spiccano per il loro ego molto
pronunciato; amano sentirsi personaggi sotto i riflettori e
difficilmente si fanno mancare qualcosa.
Sono orgogliosi, hanno
un'elevata opinione di se' e vorrebbero eccellere in ogni circostanza:
adorano affermare la propria personalita' e amano essere apprezzati, il
che li rende altamente suscettibili all'adulazione.
Amano
comandare, tuttavia non adorano vincere con troppa facilita' in quanto
preferiscono la conquista. Sono degli ottimi organizzatori, anche se
preferiscono che siano gli altri a svolgere il lavoro meno importante.
Poiche'
il Leone governa il cuore, i nativi di questo segno possono essere
soggetti a disturbi cardiaci durante la loro vecchiaia.
Nati il 23 luglio:
1301 - Otto IV d'Asburgo († 1339)
1339 - Luigi I d'Angiò, sovrano italiano († 1384)
1401 - Francesco Sforza, condottiero italiano († 1466)
1649 - Papa Clemente XI († 1721)
1777 - Philipp Otto Runge, pittore tedesco († 1810)
1785 - Francisco Antonio Pinto, generale e politico cileno († 1858)
1786 - Giovan Francesco Boccacini, pittore e decoratore italiano († 1877)
1806 - Félix Arvers, poeta e drammaturgo francese († 1850)
1808 - Giovanni Cavalli, militare italiano († 1897)
1809 - Vincenzo Sylos Labini, politico italiano († 1880)
1823 - Camillo Fontanelli, politico italiano († 1891)
1862 - Massimiliano Maria di Thurn und Taxis, principe tedesco († 1885)
1865 - Henry Norris, imprenditore, politico e manager inglese († 1934)
1866 - Francesco Cilea, compositore italiano († 1950)
1871 - Ovide Decroly, pedagogista, neurologo e psicologo belga († 1932)
1872 - Edward Adrian Wilson, esploratore, fisico e naturalista britannico († 1912)
1877 - Armando Gill, cantautore italiano († 1945)
1883 - Albert Warner, produttore cinematografico statunitense († 1967)
1884 - Emil Jannings, attore tedesco († 1950)
1886 - Walter Schottky, fisico e inventore tedesco († 1976)
1888 - Raymond Chandler, scrittore statunitense († 1959)
1892 - Haile Selassie, sovrano etiope († 1975)
1893 - Guido Jurgens, ufficiale e carabiniere italiano († 1960)
1898 - Carlo Augusto di Thurn und Taxis, principe tedesco († 1982)
1899 - Gustav Heinemann, politico tedesco († 1976)
1904 - Adone Zecchi, compositore e direttore di coro italiano († 1995)
1906 - Vladimir Prelog, chimico croato († 1998)
1908 - Elio Vittorini, scrittore italiano († 1966)
1910 - Fernando de Santiago y Díaz de Mendívil, militare e politico spagnolo († 1994)
1913 - Coral Browne, attrice australiana († 1991)
1914 - Francesco Ferlaino, magistrato italiano († 1975)
1919 - Jim Chapin, batterista statunitense
Héctor Oesterheld, autore di fumetti argentino († 1977)
1920 - Amália Rodrigues, cantante e attrice portoghese († 1999)
1922
Damiano Damiani, regista, scrittore e attore italiano
Maria Antonietta Macciocchi, scrittrice, giornalista e politico italiano († 2007)
Giulia Occhini italiana († 1993)
1923
Cyril M. Kornbluth, autore di fantascienza statunitense († 1958)
Albert Vanhoye, gesuita e cardinale francese
1925 - Oliver Smithies, genetista inglese
1926 - Roberto Castellani, filantropo italiano († 2004)
Gérard Brach, sceneggiatore e regista francese († 2006)
Aziz Esel Bülent, calciatore turco († 2004)
Elliott See, astronauta statunitense († 1966)
1928 - Bill Lee, compositore, musicista e attore statunitense
Pierre Aubenque, filosofo francese
Gaetano Giuliano, politico italiano
1930 - Pierre Vidal-Naquet, storico francese († 2006)
Arata Isozaki, architetto giapponese
Jan Troell, regista svedese
Saverio D'Amelio, politico italiano
Miki Del Prete, paroliere e produttore discografico italiano
1936 - Benito Sarti, ex calciatore italiano
1937 - Orlando Rozzoni, ex calciatore italiano
1940 - Tommaso Padoa-Schioppa, economista e politico italiano
Robert Forster, attore statunitense
Sergio Mattarella, politico e deputato italiano
1942 - Erika Blanc, attrice italiana
1943 - Paolo Costa, politico italiano
1945 - Massimo Boldi, comico, attore e cabarettista italiano
1946 - Roberto Frizzo, chitarrista e musicista italiano
1949 - Edoardo Bennato, cantautore italiano
1950 - Michele Plastino, giornalista italiano
1952 - Ezio Bertuzzo, ex calciatore italiano
Gavin Bocquet, scenografo inglese
Steve Fenwick, ex rugbysta gallese
1955 - Sergio Solli, attore teatrale italiano
1956 - Cico Falzone, chitarrista italiano
Theo van Gogh, regista e attore olandese († 2004)
Mario Russotto, vescovo cattolico italiano
1958 - Frank Mill, ex calciatore tedesco
1959 - Michele Emiliano, magistrato e politico italiano
1960 - Laura Allegrini, politica italiana
Woody Harrelson, attore statunitense
Marco Milano, comico e cabarettista italiano
1962 - Eriq La Salle, attore statunitense
Leandro Barsotti, cantante italiano
Daniele Emanuello, criminale italiano († 2007)
Andy Townsend, ex calciatore irlandese
1965 - Slash, chitarrista britannico
1966 - Emidio Morganti, arbitro di calcio italiano
Giorgia Fiorio, cantante e fotografa italiana
Philip Seymour Hoffman, attore statunitense
Noboru Ueda, motociclista giapponese
Nick Menza, batterista statunitense
Gary Payton, ex cestista statunitense
Marco Bode, ex calciatore tedesco
Daniele Martinelli, giornalista italiano
1970 - Charisma Carpenter, attrice statunitense
Alison Krauss, cantante statunitense
Massimo Lombardini, ex calciatore italiano
Rubens Pasino, calciatore italiano
Keenen Ivory Wayans, regista e attore statunitense
Marlon Wayans, regista, attore e produttore cinematografico statunitense
Giovane Élber, ex calciatore brasiliano
Omar Epps, attore statunitense
Andrea Scanavacca, rugbysta italiano
Maurice Greene, atleta statunitense
Stephanie March, attrice statunitense
Rik Verbrugghe, ciclista belga
Phil Giles, ex motociclista britannico
Alessio Tacchinardi, calciatore italiano
Salvo Toscano, scrittore e giornalista italiano
Judith Arndt, ciclista tedesca
Juan Gutiérrez Moreno, calciatore spagnolo
Judit Polgár, scacchista ungherese
1977 - Francesco Fortunato, pallavolista italiano
Stefanie Sun, cantante cinese
Takashi Yamamoto, nuotatore giapponese
Alessandro Agostini, calciatore italiano
Anders Høvyvik Hidle, chitarrista norvegese
Sotirios Kyrgiakos, calciatore greco
Javier Noriega, nuotatore spagnolo
Craig Stevens, nuotatore australiano
Steve Jocz, batterista e cantante canadese
Jarkko Nieminen, tennista finlandese
Sabrina Palie, cestista francese
1982 - Gerald Wallace, cestista statunitense
Aaron Peirsol, nuotatore statunitense
David Strettle, rugbysta britannico
Walter Gargano, calciatore uruguaiano
Brandon Roy, cestista statunitense
Mattia Aversa, nuotatore italiano
Leonardo Pettinari, calciatore italiano
Alessio Cerci, calciatore italiano
Gabriele Ganeto, cestista italiano
1989 - Daniel Radcliffe, attore britannico
Ho pianto per la retrocessione dell'Acr messina in C ormai quasi vent'anni fa.
Ho pianto per la scomparsa del Acr Messina.
Ho sofferto per quell'inferno dei dilettanti.
Mi sono disperato quel giorno a Lecce, Messina-Benevento
Ho vissuto la gioia di una C2 vinta da protagonisti.
Ho pianto ad Avellino, ancora di più dopo Messina-Catania dei play off per ciò che era accaduto. Una promozione che non si è potuta godere come meritava.
Ho sofferto per quella salvezza a Crotone. Però che sollievo
Ho goduto come un maiale per la promozione in A. Come un maiale.
Mi sono sentito al settimo cielo il giorno di Messina-Roma 4-3. Ho superato quel cielo (e non so quanto) tre giorni dopo a San Siro, Milan-Messina 1-2: ubriaco perso al Picanhas!!!
Non dimenticherò quel settimo posto. Mai.
Così come non dimenticherò la sofferenza della retrocessione, le due estati passate con il patema d'animo...
Non dimenticherò la sofferenza di oggi: scomparsi dal calcio. Da quello che conta e da quello che non viene nemmeno preso in considerazione.
Avete ucciso una passione. Avete ucciso la speranza di una città.
Soffro ma resto in attesa. Perchè il calcio è come una ruota. Si sale e si scende. Noi siamo crollati. Più in basso non si può andare...
ftr
Luglio è il mese dei saldi, il mese delle svendite. Il mese in cui si approfitta degli sconti per rifarsi il guardaroba, un nuovo look. Per cambiare vita. Luglio, a Messina, è anche il mese in cui cambia tutto per non cambiare niente. E allora ecco gli sconti eccezionali per la squadra di calcio. Quella che ieri era nella vetrina più prestigiosa del centro, oggi è pronta a essere esposta nel negozietto turistico, domani rischia di finire al mercato. Tutti la vogliono, nessuno la prende. Il portafogli è vuoto. E non solo per il calcio. Continuano a dirci che non c'è crisi, che il Paese risorgerà, che Messina tornerà più bella che mai. Io bella non l'ho mai vista. E non perchè non lo sia, ma perchè siamo noi a non renderla bella. La sporchiamo, le manchiamo di rispetto, la trattiamo come lo straccio più brutto che ci sia. Pronti, però, a magnificare ciò che c'è fuori. Errore questo. Come un errore è non rendersi conto dell'errore che commettiamo. Auto in doppia fila (anche in tripla), sensi di marcia occupati, clacson a mille, posteggi davanti ai negozi, cartacce per terra. Queste sono mancanze dei cittadini.
Quelle dei politici, vero scusate quali politici? Bisogna partire da qui: amministratore pubblico è colui che amministra la cosa pubblica per l'interesse dei cittadini. Ne abbiamo visti pochi sinora qui, presi più a salvaguardare la propria poltrona. Così dopo oltre un mese si è arrivati alla composizione della Giunta comunale, di quella provinciale e dei Consigli. Intanto la città sprofonda. Chiudono le aziende. La squadra di calcio perde la serie B nell'indifferenza dell'imprenditoria e della politica. Le strade sono piene di buche (grosse!). I commercianti si lamentano perchè non compra nessuno, nonostante i saldi. I cittadini si lamentano perchè non possono comprare nulla, nonostante i saldi.
Saldi, per la politica, niente. Assessori sempre gli stessi, consiglieri idem, posti di governo e sottogoverno non ne parliamo.
Meno male che gli sconti finiscono presto, così almeno non penseremo più a quel vestito "in saldo" che costa comunque 3/4 di uno stipendio medio. Attenzione, però: per le promesse (dei politici) gli sconti durano tutto l'anno...
Il Messina non si iscriverà al prossimo campionato di serie B. Oggi pomeriggio la Covisoc boccerà la sua richiesta di iscrizione, peraltro incompleta in molte parti fondamentali e obbligatorie.
E non c'è nessuna speranza: è già stato disdetto (via fax) l'albergo per il ritiro precampionato che si sarebbe dovuto tenere a San Giovanni in Fiore (Cosenza) dal 16 luglio al 3 agosto. Il segnale che è finita.
Per davvero. Capolinea. Sotto a chi tocca adesso. Altra ruota, altro giro. Dalla C2, forse!
Giornata iniziata discretamente bene: una doccia tranquilla, la sensazione che c'è meno caldo (ma sempre caldo fa!) e una "massima" che il dott. Giovanni mi ha fatto avere.
La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo,
e così tricchete tracchete il trauma è già bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto
che vai migliorando giorno dopo giorno.
Poi ti dimettono perchè stai bene, e la prima cosa
che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione.
E te la godi al meglio.
Col passare del tempo, le tue forze aumentano,
il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.
Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.
Lavori quarant’anni finché non sei così giovane
da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e
ti prepari per iniziare a studiare.
Poi inizi la scuola, giochi coi gli amici,
senza alcun tipo di obblighi e responsabilità,
finché non sei bebé.
Quando sei sufficientemente piccolo,
ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.
Gli ultimi 9 mesi te li passi flottando tranquillo e sereno,
in un posto riscaldato con room service e tanto affetto.
Senza che nessuno ti rompa i coglioni.
E alla fine abbandoni questo mondo in un “orgasmo”
(Woody Allen)
Saluti.
Argomenti di discussione in questi giorni: due. Calcio e caldo. Argomenti per dire tutto e dire nulla, come il classico "tutto bene?. Beh, meglio così, anzi no. Meglio no. Perchè il caldo che c'è stato in questi giorni è diventato quasi insopportabile. Intendiamoci, però: insopportabile per chi non sta in spiaggia ma chiuso dentro un ufficio e, per giunta, senza aria condizionata. Caldo, caldo, caldo. E calcio, calcio, calcio. L'estate, da queste parti, non è mai stata tranquilla per gli amici pallonari da almeno cinque anni. Oggi si sfoglia la margherita. Il Messina sarà salvato? Arriverà una nuova proprietà? Sarà serie B? O si dovrà ricominciare da zero nuovamente? Chiedono e ne parlano tutti, ognuno a dire la sua, quasi avesse la medicina giusta, la soluzione perfetta o, categoria peggiore, avesse avuto l'imbeccata giusta dall'amico giusto. Qui ognuno ne sa, anzi ne deve sapere più dell'altro. Altrimenti non conta nulla!!!
Ma quel che più lascia perplessi è la città: non esiste, non c'è. L'isola di Peter Pan aveva almeno qualcosa di misterioso, di fantastico, di coinvolgente. Messina, no. Nulla di tutto ciò se non una classe politica che litiga per i nuovi assessorati. E mentre litigano tutto va allo sfascio: le strade continuano a essere peggio dell'hemmental, si continua a posteggiare le macchine in doppia fila (e anche in terza), non c'è un minimo di amore verso la propria città. Se magari la smettessero di litigare e si mettessero a lavorare...forse la città che non c'è potrebbe bussare alle porte dei messinesi...
di Pucci Attardi e Luca Ciliberti. www.lasicilia.it
Altro che stadi sul modello di quelli inglesi, sarebbe il caso di rivedere e risistemare quelli che abbiamo, che non solo, a volte, stentano ad ospitare il calcio, ma non sono buoni neanche per ospitare grandi eventi. E' il caso del San Filippo di Messina. E' uno degli stadi più nuovi, eppure sembra vecchio di cent'anni.
Una struttura senza coperture, con aree parcheggio ridotte e utili solo quando allo stadio accorrono la metà delle persone previste per la capienza massima. Un girone infernale con una sola via d'accesso, che quando la polizia - con scelta avventata - decide di chiudere, si scatena il caos, com'è accaduto ieri per il concerto di Vasco Rossi.
La gente, oltre 35 mila persone, è stata così costretta ad accedere e uscire da un'unica via, facile immaginare quello che è successo: ingorghi, dopo aver fatto già code chilometriche, prima per i lavori nelle carreggiate, all'uscita della Ct-Me e della Pa-Me, tant'è che a Tremestieri sono stati aperti gratuitamente i caselli per far defluire il traffico.
Non solo, chi - pur avendo il pass parcheggio costato anche 20 euro - è stato costretto a uscire da Gazzi, in assenza di indicazioni stradali, si è trovato impelagato in una ragnatela di stradine strette a doppio senso tra le quali riusciva a passare a stento un'auto, fra percorsi tortuosi e bui, tra i clacson, il caldo e l'isteria collettiva di chi sapeva di aver buttato al vento una parte dello show.
Una disavventura nella quale sono capitati moltissimi spettatori che sono riusciti a raggiungere lo stadio con molta fatica e sudore e a concerto iniziato. Un'esperienza già vissuta, appena un anno fa, sempre per Vasco.
Per raggiungere Messina in queste occasioni, bisogna partire a mezzogiorno da qualunque città della Sicilia per raggiungere lo stadio dove il concerto comincia alle 21,30. Al contrario, e con buona pace di chi lavora, si rischia di arrivare tardi.
E poi, per recuperare l'auto per evitare di finire imbottigliati nel traffico del rientro, ci si perde sistematicamente le ultime tre o quattro canzoni. Se si aggiunge inoltre che a Messina sono stati venduti solo 4.000 biglietti, ci si chiede se ne vale la pena puntare ancora sulla città dello Stretto.
"Abbiamo fatto il massimo consentito dalla zona in cui ci trovavamo - dicono oggi i funzionari della questura di Messina impiegati sul posto - a nostro avviso è andata meglio dell'anno scorso, quando il traffico era veramente insostenibile. Lo svincolo del San Filippo è stato chiuso perchè tutti i posti erano già occupati". Ci chiediamo, quindi, come mai in tanti sono stati costretti a strappare i pass causa inutilizzo.
"Non è nostro compito dirigere il traffico - continuano - siamo intervenuti per assicurare l'ordine pubblico. Non potevamo fare altro che fermare l'ingresso allo svincolo San Filippo, in caso contrario si sarebbe creato un grande ingorgo nelle vie d'accesso alla struttura. Ci lascia sgomenti, però, sapere che tanta gente non ha potuto usufruire dei tagliandi regolarmente acquistati". Falle su falle che non fanno altro che irritare gli spettatori.
La constatazione è davvero drammatica: in Sicilia non esiste alcuna struttura adeguata a ospitare grandi eventi, perché né Catania né Palermo sono isole felici, tutt'altro. Tirando i conti, forse è meno costoso - ma soprattutto meno faticoso e più divertente - andare a vedere un concerto a San Siro, all'Olimpico di Roma, all'Arena di Verona, al Delle Alpi di Torino. Ovunque, purché non sia questa Sicilia che in ogni occasione denota disorganizzazione, improvvisazione e inefficienza.
buonissima vacanza...e buon relax...mentale e fisico... read more
on non penso...sono in vacanza...